Rami compressi dentro metalli,
cerchi di vuoto radi d'appigli,
figli del sonno,
resti di fuoco,
buoni per nulla,
se non per il gioco,
legno per fili,
anime vili,
di questo gioco servi servili,
nulla an da replicare,
vorrebbero solo non farsi trovare,
e nel buio nulla poter scomparire.
Cercan fiati di sospiri,
trovan venti freddi e scuri,
non si ferman sè paura,
ma soltanto s'è natura,
non rimangono a guardare,
se non quello che scompare,
non arti ne mestieri,
sono solo pezzi rari,
si rafforzano morendo,
son più vivi d'altri cento,
passan notti e lune piene,
chiedon solo d'ascoltare,
non parole finte o vere,
ma d'un fiore lo sbocciare.
giovedì 15 gennaio 2009
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