Da nascere a morire,
viendo di pensare,
da nascre a morire,
cercando di capire,
sicuri di sapere,
che tutto può cambiare,
passando per un fuoco,
che non ci lascia amare,
che porta via la pelle,
lasciandoci il dolore,
che porta via le stelle,
lasciandovi l'odiare,
che non ci lascia andare,
liberi a volare,
sopra questo inferno,
che non ci può domare,
che non ci vuol capire,
che non ci sà ascoltare,
che vorrebbe avere,
tutto il mio gridare,
che ti sà rubare,
tutto il tuo sentire,
che d'infide pozioni,
ci vuole avvelenere,
senza mai capire,
che tutto può guidare,
ma del nostro mondo,
è solo spettatore.
un pianeta,dove è libero il pensare...non umiliati nel DNA da etichette,con il coraggio dell'umiltà di collaborare,consapevoli d'esser meno d'un seme che già ha chiaro cosa sarà,ma con la forza di chi può diventare, sconosciutamente di più...............
giovedì 15 gennaio 2009
GIOCO NOSTRO
Rami compressi dentro metalli,
cerchi di vuoto radi d'appigli,
figli del sonno,
resti di fuoco,
buoni per nulla,
se non per il gioco,
legno per fili,
anime vili,
di questo gioco servi servili,
nulla an da replicare,
vorrebbero solo non farsi trovare,
e nel buio nulla poter scomparire.
Cercan fiati di sospiri,
trovan venti freddi e scuri,
non si ferman sè paura,
ma soltanto s'è natura,
non rimangono a guardare,
se non quello che scompare,
non arti ne mestieri,
sono solo pezzi rari,
si rafforzano morendo,
son più vivi d'altri cento,
passan notti e lune piene,
chiedon solo d'ascoltare,
non parole finte o vere,
ma d'un fiore lo sbocciare.
cerchi di vuoto radi d'appigli,
figli del sonno,
resti di fuoco,
buoni per nulla,
se non per il gioco,
legno per fili,
anime vili,
di questo gioco servi servili,
nulla an da replicare,
vorrebbero solo non farsi trovare,
e nel buio nulla poter scomparire.
Cercan fiati di sospiri,
trovan venti freddi e scuri,
non si ferman sè paura,
ma soltanto s'è natura,
non rimangono a guardare,
se non quello che scompare,
non arti ne mestieri,
sono solo pezzi rari,
si rafforzano morendo,
son più vivi d'altri cento,
passan notti e lune piene,
chiedon solo d'ascoltare,
non parole finte o vere,
ma d'un fiore lo sbocciare.
LETTI DI FOGLIE
Pioggia che cade,
regna la farsa,
sogno che muore nell'aria tersa,
segno che nulla passa lontano,
se non cieli arsi,
senza cammino,
vita che muore,
vita che sogna,
gente che chiede e niente abbisogna,
sangue che scorre,
senza pressione,
anime perse senza timone,
mucchio selvaggio,
acqua di fiume,
numeri in fila per aspirazioe,
privi per sempre d'ogni emozione,
letti di foglie,
per ciò ch'è ragione.
regna la farsa,
sogno che muore nell'aria tersa,
segno che nulla passa lontano,
se non cieli arsi,
senza cammino,
vita che muore,
vita che sogna,
gente che chiede e niente abbisogna,
sangue che scorre,
senza pressione,
anime perse senza timone,
mucchio selvaggio,
acqua di fiume,
numeri in fila per aspirazioe,
privi per sempre d'ogni emozione,
letti di foglie,
per ciò ch'è ragione.
IL GATTO E LA GRANDE PIOGGIA
Scure nubi addensano il cielo,
e dell'umanità l'anima,
gocce cadono senza fiato,
come lacrime di donne violate,
ma è solo un gatto che guarda la pioggia,
in vicoli s'empiono pozze,
di lame nel cuore,
per chi senza gridare,
muore,
ma è solo un gatto che guarda la pioggia,
su cappotti scompaiono schizzi,
e come auto rubate,
bimbi venduti a pezzi,
acqua corre sul cemento,
umani resti trascinando,
dentro aghi riversando,
ultim'ombre di speranza,
ma è solo un gatto che guarda la pioggia,
scrosci d'impeto come passioni,
che invano pagando cercan vere emozioni,
ma è solo un gatto che guarda la pioggia,
muri si bagnan senza dentro ragione,
in nulla mutando,
poche buone emozioni,
buia è la notte,
per l'acqua che muore,
scorrendo nel tunnel,
fra orrende creature,
che senza esitare abbatton l'umore,
di chi non ha forza per risalire,
ma è solo un gatto che guarda la pioggia,
vento che passa,
lascia che il sole,
possa asciugare acqua e dolore,
l'aria serena risale il vapore,
dell'anima nostra che qui non può stare,
occhi di gatto,
rifletton terrore,
di chi è costretto a rimanere,
ed ora che il vento sospinge il suo andare,
occhi a terra,
chiede al signore,
perchè non è nube perchè non è sole,
perchè d'esserlo non ha il coraggio,
ma senza destino,
è solo un randagio,
nato gatto,
che guarda la pioggia.
e dell'umanità l'anima,
gocce cadono senza fiato,
come lacrime di donne violate,
ma è solo un gatto che guarda la pioggia,
in vicoli s'empiono pozze,
di lame nel cuore,
per chi senza gridare,
muore,
ma è solo un gatto che guarda la pioggia,
su cappotti scompaiono schizzi,
e come auto rubate,
bimbi venduti a pezzi,
acqua corre sul cemento,
umani resti trascinando,
dentro aghi riversando,
ultim'ombre di speranza,
ma è solo un gatto che guarda la pioggia,
scrosci d'impeto come passioni,
che invano pagando cercan vere emozioni,
ma è solo un gatto che guarda la pioggia,
muri si bagnan senza dentro ragione,
in nulla mutando,
poche buone emozioni,
buia è la notte,
per l'acqua che muore,
scorrendo nel tunnel,
fra orrende creature,
che senza esitare abbatton l'umore,
di chi non ha forza per risalire,
ma è solo un gatto che guarda la pioggia,
vento che passa,
lascia che il sole,
possa asciugare acqua e dolore,
l'aria serena risale il vapore,
dell'anima nostra che qui non può stare,
occhi di gatto,
rifletton terrore,
di chi è costretto a rimanere,
ed ora che il vento sospinge il suo andare,
occhi a terra,
chiede al signore,
perchè non è nube perchè non è sole,
perchè d'esserlo non ha il coraggio,
ma senza destino,
è solo un randagio,
nato gatto,
che guarda la pioggia.
AFFITTACAMERE
Nudo buio della luna,
una camera affitta al mio dolore stanotte,
due centesimi spendi e fallo giacere,
du specchi accendi e fammi vedere,
che faccia ha questo tuo ombrare,
non cerco luce sul viso e sul cuore,
ma un sogno che viva,
e non solo di ore,
usciere ascolta,
ti devo parlare,
quante coperte posson bastare,
perchè domattina io possa tornare,
una ne serve se sai dove andare,
una che niente ti faccia bstare,
una che quando piove da mesi,
porti al sole,
i tuoi sensi indifesi,
amico usciere non mi tradire,
in questa notte di buio e dolore,
una coperta fammi trovare,
senza peccato,
senza pagare,
se non con la vita,
ch'è tutto il mio avere.
una camera affitta al mio dolore stanotte,
due centesimi spendi e fallo giacere,
du specchi accendi e fammi vedere,
che faccia ha questo tuo ombrare,
non cerco luce sul viso e sul cuore,
ma un sogno che viva,
e non solo di ore,
usciere ascolta,
ti devo parlare,
quante coperte posson bastare,
perchè domattina io possa tornare,
una ne serve se sai dove andare,
una che niente ti faccia bstare,
una che quando piove da mesi,
porti al sole,
i tuoi sensi indifesi,
amico usciere non mi tradire,
in questa notte di buio e dolore,
una coperta fammi trovare,
senza peccato,
senza pagare,
se non con la vita,
ch'è tutto il mio avere.
lunedì 12 gennaio 2009
QUANDO DESIDERO
quando desidero aria e resti di vita,
quando penso a sogni
che il cielo nonpossa volare in altri dove,
quando chiavi cerco per porte d'anime
e luci vedo forti e rapide,
striar sentieri di buio vestiti,
quando acqua cerco che niente lavi,
se non riflessi di vecchie travi,
quando anche il sole disegna specchi,
su nuova linfa di fiori vecchi,
quando la sorte empie il cammino,
quando anche chiesi se era vino,
o se magari fosse veleno,
mai persi l'aria
di chi meschino,
non visse altro che per destino.
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