giovedì 15 gennaio 2009

IL GATTO E LA GRANDE PIOGGIA

Scure nubi addensano il cielo,
e dell'umanità l'anima,
gocce cadono senza fiato,
come lacrime di donne violate,
ma è solo un gatto che guarda la pioggia,
in vicoli s'empiono pozze,
di lame nel cuore,
per chi senza gridare,
muore,
ma è solo un gatto che guarda la pioggia,
su cappotti scompaiono schizzi,
e come auto rubate,
bimbi venduti a pezzi,
acqua corre sul cemento,
umani resti trascinando,
dentro aghi riversando,
ultim'ombre di speranza,
ma è solo un gatto che guarda la pioggia,
scrosci d'impeto come passioni,
che invano pagando cercan vere emozioni,
ma è solo un gatto che guarda la pioggia,
muri si bagnan senza dentro ragione,
in nulla mutando,
poche buone emozioni,
buia è la notte,
per l'acqua che muore,
scorrendo nel tunnel,
fra orrende creature,
che senza esitare abbatton l'umore,
di chi non ha forza per risalire,
ma è solo un gatto che guarda la pioggia,
vento che passa,
lascia che il sole,
possa asciugare acqua e dolore,
l'aria serena risale il vapore,
dell'anima nostra che qui non può stare,
occhi di gatto,
rifletton terrore,
di chi è costretto a rimanere,
ed ora che il vento sospinge il suo andare,
occhi a terra,
chiede al signore,
perchè non è nube perchè non è sole,
perchè d'esserlo non ha il coraggio,
ma senza destino,
è solo un randagio,
nato gatto,
che guarda la pioggia.

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